VIETNAM Vietnamese political prisoner

04/11/2014 13:20
VIETNAM. Vietnamese political prisoner Dinh Dang Dinh dies as a 'son of God'
Jailed for "anti-state propaganda," the teacher and famous anti-bauxite mining activist developed a tumour behind bars. The authorities eventually released him for medical care, but only when the disease was in its final state. As the end was approaching, he asked to be baptised and become Catholic. Saigon Redemptorists celebrated his funeral in front of a crowd of activists and ordinary people.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Before dying from stomach cancer, he wanted to become, as he put it, a 'son of God' by joining the Catholic Church.
A few days later after his baptism, on the evening of 4 April, he died peaceful surrounded by the affection of his family, after spending his last two years in a Vietnamese prison.
The death of high school teacher Dinh Dang Dinh, one of Vietnam's best-known dissidents, caused great distress among those who knew and admired his courage and life story.
He was sentenced to six years in prison on 21 November 2012, the day after Teachers' Day, for allegedly engaging in "anti-state propaganda" and "abusing democratic freedoms."
Following his conviction, police threatened his family in order to cover up the affair whilst Dinh, held on death row with other prisoners waiting for execution, tried to help his fellow inmates by raising their spirits so that they could endure their own suffering and distress.
Dinh Dang Dinh, an activist historian and chemistry professor, has long been a true patriotic icon, devoting much of his life to the fight against bauxite mining in the Central Highlands of Vietnam. For him, such activity could only have disastrous consequences for the environment, a view shared by General Giap, a national hero and symbol of Vietnamese resistance to Western colonialism. Following an open letter protesting against the project, Dinh was quickly joined by some 3,000 prominent intellectuals and leaders.In two years behind bars, he developed a stomach cancer. Despite repeated requests for release and a pardon to undergo treatment, the authorities always refused.
When he was eventually hospitalised, the situation had already deteriorated to the point that operating was no longer possible. On 25 February, with the tumour in its final stage, the authorities relented, suspending his sentence. He was pardoned on 21 March when he was already dying. In the last two weeks, he spent at home in Dak Nong, in the Central Highlands, Dinh Dang Dinh decided to become a 'son of God' and join the Catholic Church. For his daughter, the decision was the logical consequence of his life.
Like Nguyen Huu Cau, who was perhaps Vietnam's most famous political prisoner, he too decided in jail to become a Catholic. In order to imitate the former, a Redemptorist priest came all the way from Saigon to baptise him.
His wife said that as he left the hospital, he continued to pray and ask God to relieve his pain. Last Sunday, his remains were moved to Ho Chi Minh City and buried in a Redemptorist chapel, a place that has become the object of a -ending stream of pilgrims - dissidents, activists and ordinary people - coming to pay tribute to his memory.
On Monday, a large crowd took part in his funeral, celebrated by the secretary-general of the Commission of Justice and Peace of the Catholic Bishops' Conference of Vietnam.
11/04/2014. VIETNAM. Dinh Dang Dinh, detenuto politico vietnamita, morto da "figlio di Dio". In prigione per "propaganda contro lo Stato", il famoso professore e attivista contro le miniere di bauxite scopre di avere un tumore. Le autorità lo liberano, per cure, solo allo stadio terminale della malattia. Negli ultimi giorni chiede di essere battezzato e diventare cattolico. I Redentoristi di Saigon celebrano le esequie, davanti a una folla di attivisti e cittadini. Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Prima di morire per un cancro allo stomaco ha voluto diventare un "figlio di Dio", mutuando le sue stesse parole, facendo il proprio ingresso nella Chiesa cattolica. Qualche giorno più tardi, la sera del 4 aprile, è spirato in pace e serenità nell'affetto dei suoi familiari, dopo aver trascorso gli ultimi due anni in un carcere vietnamita. È la storia del professore di liceo Dinh Dang Dinh, uno dei più famosi dissidenti vietnamiti, la cui scomparsa ha destato grande sconforto fra quanti hanno vissuto e ammirato il suo coraggio e la sua eroica testimonianza.
Egli era stato condannato a sei anni di prigione il 21 novembre 2012, il giorno successivo alla Festa degli insegnanti, per presunta "propaganda contro lo Stato" e "abuso delle libertà democratiche". All'indomani della sentenza, la polizia ha minacciato la famiglia cercando di insabbiare la vicenda mentre l'uomo, rinchiuso nel braccio della morte assieme a detenuti in attesa di essere giustiziati, ha cercato a più riprese di sollevare l'animo dei compagni aiutandoli a sopportare sofferenze e paure.
Il prof. Dinh Dang Dinh, storico militante e docente di chimica, è stato a lungo una vera e propria icona del patriottismo, avendo dedicato una fetta consistente della sua vita alla lotta contro il progetto di scavo di una miniera di bauxite negli Altipiani centrali del Vietnam. Un progetto che definiva nefasto per le conseguenze sull'ambiente, contro il quale si era scagliato anche il generale Giap, eroe nazionale e simbolo della guerra nazionalista vietnamita contro il colonialismo occidentale. Il prof. Dinh ha scritto una lettera aperta di protesta, che ha saputo raccogliere in poco tempo oltre 3mila adesioni di intellettuali e personalità di primo piano del Paese. In questi due anni di prigionia, egli si è ammalato di cancro allo stomaco; a fronte di ripetute richieste di rilascio e a provvedimenti di grazia per essere sottoposto a cure, le autorità hanno sempre opposto un netto rifiuto. E quando è arrivato il nulla osta al ricovero, la situazione era già degenerata e non è stato possibile intervenire. Il 25 febbraio scorso, quando il tumore era ormai allo stadio terminale, un provvedimento governativo ha sospeso l'esecuzione della pena mentre la grazia è arrivata il 21 marzo, quando ormai era in fin di vita. Nelle ultime due settimane, trascorse nella casa a Dak Nông, sugli Altipiani centrali, il prof. Dinh Dang Dinh ha deciso di diventare "figlio di Dio" facendo il suo ingresso nella Chiesa cattolica. Una decisione frutto anche del racconto, fatto dalla figlia, della storia personale di Nguyễn Hữu Cầu, forse il più famoso prigioniero politico vietnamita che proprio in cella ha voluto diventare cattolico. Da qui il desiderio del professore di imitarlo: un sacerdote Redentorista giunto apposta da Saigon gli ha amministrato il battesimo. La moglie racconta che, dall'uscita dall'ospedale, egli ha continuato a pregare e domandare a Dio di alleviare le sue sofferenze. Lo scorso 6 aprile le sue spoglie sono state trasferite a Ho Chi Minh City e tumulate in una cappella dei Redentoristi, meta nei giorni scorsi di un incessante pellegrinaggio di dissidenti, attivisti e semplici cittadini. Un grande numero di persone ha voluto anche partecipare ai funerali, celebrati il 7 aprile dal segretario generale della Commissione di Giustizia e Pace della Conferenza episcopale vietnamita, per rendere omaggio alla sua memoria. 11/04/2014 12:49
VIETNAM. Dinh Dang Dinh, detenido político vietnamita, muerto "como hijo de Dios"
Encarcelado por "propaganda contra el Estado", el famoso profesor y activista contra la minas de bauxila descubre que tiene un tumor. Las autoridades lo liberan, para que se cure, sólo en el estado terminal de la enfermedad. En los últimos días pide ser bautizado y se hace católico. Los redentoristas de Saigón celebran las exequias, delante de una multitud de activistas y ciudadanos.
Ho Chi Ming City (AsiaNews)- Antes de morir por un cáncer al estómago, quiso ser "hijo de Dios", usando sus propias palabras, haciendo su propio ingreso en la Iglesia católica. Algunos días más tarde, la noche del 4 de abril, expiró en paz y serenidad con el afecto de sus familiares, después de haber transcurrido los últimos dos años en una cárcel vietnamita. Es la historia del profesos de liceo Dinh Dang Dinh, uno de los más famosos disidentes vietnamitas, cuya desaparición provocó gran desconsuelo entre los que lo conocieron y vivido con él, admirando su coraje y su heroico testimonio.
Él fue condenado a 6 años de prisión el 21 de noviembre de 2012, el día sucesivo a la Fiesta de los docentes, por presunta "propaganda contra el Estado" y "abuso de las libertades democráticas". E" día después de la condena, la policía amenzó a la familia tratando de esconder la cuestión, mientras el hombre, encerrado en el barzo de la muerte junto a detenidos en espera de de ser juzgados, trató muchas veces de  levantar el ánimo de us compañeros ayudándolos a soportar los sufrimientos y los miedos.
El profesor Dinh Dang Dinh, histórico militar y docente de química, fue por mucho tiempo una figura de patriotismo, habiendo dedicado una parte importante de su vida a la lucha contra el proyecto de excavaciones de una mina de bauxita en los Altiplanos centrales de Vietnam. Un proyecto que definía nefasto por las consecuencias al ambiente, contra el cual se había opuesto también el general Giap, héroe nacional y símbolo de la guerra nacionalista vietnamita contra el colonialismo occidental. El prof. Dinh escribió una carta abierta de protesta, que supo recoger en poco tiempo 3 miles adhesiones de intelectuales de primer orden del País. En estos dos años de prisión, él se enfermó de cáncer al estómago; después de una infinidad de pedidos de liberación y a pedidos de gracia para someterse a curaciones, las autoridades siempre han respondido con un neto rechazo. Y cuando llegó el permiso para internarse, la situación ya había degenerada y no se pudo hacer más nada. El 25 de febrero pasado, cuando el tumor ya estaba en un estado terminal, una disposición del gobierno suspendió la ejecución de la pena, mientras que la gracia llegó el 21 de marzo, cuando ya estaba en fin de vida. En las últimas semanas, transcurridas en la casa en Dak Nong, en los Altiplanos centrales, el prof. Dinh decidió "ser hijo de Dios", haciendo su ingreso en la Iglesia católica. Una decisión fruto también de la narración, hecha por su hija sobre la historia personal de Nguyen Huu Cau, quizás el más famoso prisionero político vietnamita que justo en su celda quiso ser católico. De aquí el deseo del profesor de imitarlo: un sacerdote Redentorista llegó a propósito de Saigón para administrarle el bautismo. La mujer cuenta que a la salida del hospital, él continuó rezando y pidiendo a Dios que le aliviara los sufrimientos. El pasado 6 de abril sus restos fueron trasladados a Ho Chi Ming City y colocados en una capilla de los Redentoristas, meta en los días pasados de una incesante peregrinación de disidentes, activistas y simples ciudadanos que han querido rendir homenaje a su memoria, así como en los funerales celebrados el 7 de abril por el secretario general de la Comisión Justicia y Paz de la Conferencia episcopal vietnamita.

Benjamin Netanyahu -- perché, criminali, maniaci religiosi, massoni, usurai, farisei, loro continuano a parlare male di me, come, dei codardi, che, loro non oserebbero, mai, di parlare contro me, per, la vergogna che provano di se stessi.. e loro pensano di continuare a fare i codardi per quanto tempo ancora? e si sentono sicuri, solo perché, si sentono protetti dal loro computer? ma, proprio perché, loro dicono di credere in Dio, poi, loro dovrebbero sapere, che, il loro computer non potrebbe, mai, proteggerli nel momento in cui, io decisessi di fare loro del male!

i nostri politici sono i satanisti massoni, ma, io non mi farò trovare impreparato! 11/04/2014 [ i satanisti del sistema massonico Bildenberg, ONU, Amnesty, Spa, Gmos, NWO CIA 666 FMI, anticristi Merkel, BArroso Bush 322 KERRY, hanno deciso che è arrivato il momento di perseguitare, i cristiani in tutto l'Occidente! perché con le loro tecniche del controllo mentale, e senza violenza non riescono a fiaccare l'anima cristiana del popolo! ] COREA DEL SUD. Cheju, preti e suore arrestati: protestavano contro la base navale. di Pietro Kim Jaedeok. Lo scorso 7 aprile la polizia dell'isola ha portato via 2 sacerdoti, una religiosa e un fedele laico che avevano appena terminato una "messa per la pace" contro la costruzione di un nuovo avamposto militare nella zona. Il gruppo è stato rilasciato, ma la Chiesa locale e gli abitanti protestano contro le "provocazioni deliberate" delle autorità. Il video dell'arresto. Cheju (AsiaNews) - Il governo sudcoreano ha arrestato 2 sacerdoti, una suora e un fedele laico della diocesi di Cheju con l'accusa di "interferire nello svolgimento dell'attività di polizia". Gli agenti hanno portato il gruppo in galera perché stava manifestando in maniera pacifica contro la costruzione della base navale sull'isola di Jeju. Il tema è molto sentito dalla popolazione locale, che non vuole un altro avamposto militare sul proprio territorio: il vescovo della diocesi mons. Pietro Kang U-il ha più volte sostenuto il loro impegno, definendo l'isola "una terra di pace che deve rimanere in pace". L'arresto è avvenuto lo scorso 7 aprile: gli agenti hanno fermato il sacerdote gesuita p. Kim Seunghwan, p. Moon Junghyun, suor Roserina e un fedele di nome Lee Jonghwa. La religiosa e il laico sono stati rilasciati nel pomeriggio, mentre i 2 sacerdoti sono rimasti in carcere per due giorni: "Grazie a Dio - dice ad AsiaNews mons. Kang - sono stati liberati. Il p. Kim è stato trattato come un pacco postale, e si è lamentato di quanto avvenuto. Ma ora sono tutti a casa". Il video dell'arresto è stato trasmesso dalla HaniTv e poi diffuso dagli abitanti locali. Nel filmato si vedono decine di agenti che trascinano via i 4: anche se non si vedono violenze, un sacerdote locale dice che la polizia "si fa sempre più arrogante e non cerca neanche più il dialogo. Prende e porta via le persone". Su quest'isola, che si trova nella parte sud del Paese, il governo sudcoreano ha intenzione di costruire una base per i marines nazionali e per quelli statunitensi. Il piano venne annunciato una prima volta nel 1993, durante la presidenza di Kim Young-sam. Nel 2007, il governo ha scelto il villaggio Gangjeong come sito per la costruzione. Il capo del villaggio, Yoon Tae-jun, dà il suo assenso il 24 aprile 2007: due giorni dopo, una "votazione generale" a cui partecipano solo 87 abitanti sui 1000 aventi diritto di voto conferma la scelta. Da allora è iniziato un forte braccio di ferro fra la popolazione locale e il governo. Una serie di "messe per la pace", catene umane, attivisti incatenati e altre proteste popolari hanno cercato di rallentare la costruzione della base, che tuttavia sembra continuare. Due sacerdoti sono stati incarcerati nel 2011 per il loro sostegno alla protesta, e sono stati rilasciati dopo un lungo periodo di detenzione. Un laico arrestato all'epoca, invece, è ancora in carcere, ma sarà liberato tra pochi giorni. Nel villaggio vivono un sacerdote gesuita (p. Kim) e un fratello laico, sempre gesuita, che curano la comunità cattolica. Proprio il sacerdote arrestato celebra da mesi una messa davanti all'ingresso del cantiere. Lo scorso 7 aprile, per impedirlo, le autorità hanno posto un camion sul luogo dove si trova l'altare provvisorio (v. foto). Il p. Kim ha celebrato lo stesso la funzione, ma poi è stato portato via. Per denunciare l'arresto, la riunione dei cittadini del villaggio Gangjeong ha rilasciato una dichiarazione in cui denunciano la polizia per aver creato in maniera deliberata una situazione di tensione. Anche la Commissione nazionale Giustizia e Pace ha criticato l'avvenuto: "Si tratta di un abuso dell'autorità governativa. La polizia sta disturbando con ogni mezzo l'attività dei sacerdoti che lavorano per la pace". 04/11/2014. SOUTH KOREA. Jeju: priests and nun arrested for protesting against naval base. by Pietro Kim Jaedeok. On 7 April, South Korean police detained two priests, a nun and a lay Catholic at the end of a "Mass for peace" against the construction of a new military base in the area. All four were released, but the local church and residents complain that the police action was a "deliberate provocation". A video of the arrests was posted online. Jeju (AsiaNews) - The South Korean government arrested two priests, a nun and a lay Catholic in the Diocese of Cheju on charges of "interfering with police business." Police took the four into custody because they were demonstrating peacefully against the construction of a naval base on the Jeju Island, where local residents are up in arms over the building of another military outpost on their territory. Mgr Peter Kang U-il, head of the local diocese, has repeatedly expressed his support for their action, saying that the island is "a land of peace that must remain in peace." The arrests took place on Monday when police detained Jesuit Fr Kim Seunghwan, Fr Junghyun, Sister Roserina, and a lay Catholic, Lee Jonghwa.
The nun and the lay Catholic were released in the afternoon but the two priests remained in custody for two days. "Thank God, "said Mgr Kang, "they were released. Fr Kim was treated like a parcel, and complained of what happened. But now they are all home."
HaniTv broadcast a video, which local residents later posted online. It shows dozens of agents dragging the four away. Although no overt violence is seen, a local priest said that the police "is becoming more arrogant and does not even try to engage in dialogue anymore. It just detains and takes people away." The South Korean government plans to build a base for South Korean and US marines on the island, which is located off the southern coast. The plan was originally announced in 1993, during the presidency of Kim Young-sam. In 2007, the government chose the village Gangjeong as the site for the base. The village chief, Yoon Tae-jun, accepted the plan on 24 April 2007, and a vote was held. But only 87 residents out of about thousand residents with the right to vote took part in the ballot. Since then, residents and the government have been at loggerhead. Protesters have tried to disrupt work at the base, which still continues, through a series of "Masses for peace," human chains, and other actions. Two priests were jailed in 2011 for supporting the protest, but were released after a long period of detention. A lay Catholic arrested at that time is still in prison, but he is set to be released in a few days. A Jesuit priest, Fr Kim, and a lay brother, also a Jesuit, live in the village where they serve the local Catholic community. For months, the detained clergyman celebrated Mass at the entrance of the base under construction. But this Tuesday, in order to stop him, the authorities parked a lorry where he had his makeshift altar (pictured). Undeterred, Fr Kim celebrated the liturgical service, but was later taken away. At a town hall meeting in Gangjeong, residents complained about his detention, blaming police for deliberately causing tensions. Even the National Commission for Justice and Peace criticised the arrest. "It is an abuse of governmental authority. The police is disrupting with every means at its disposal the activity of priests who are working for peace."
10/04/2014. KYRGYZSTAN. Bishkek, le autorità sequestrano una chiesa protestante. Ira dei fedeli che ricorrono in tribunale. Secondo il Fondo statale il contratto di acquisto dell’edificio e dell’area circostante, sottoscritto nel 1999, viola la legge. La comunità locale parla di questioni economiche e dell’insofferenza per la crescente presenza cristiana. Il 18 aprile è in programma il processo di appello, che deciderà le sorti della struttura. Bishkek (AsiaNews/F18) - Le autorità del Kyrgyzstan hanno intentato una causa legale per confiscare la chiesa protestante di Gesù Cristo e i terreni circostanti il luogo di culto, che sorge in una zona della capitale Bishkek soggetta a un rapido sviluppo e dal crescente valore commerciale. Il 24 gennaio scorso i giudici di primo grado hanno deciso di annullare il contratto di vendita, sottoscritto nel 1999, che attesta la proprietà della comunità cristiana, adducendo generiche "violazioni alla legge". Fra pochi giorni, il 18 aprile, è in programma il processo di appello dopo il ricorso presentato con urgenza dai vertici della chiesa. Aysulu Orozbekova, rappresentante legale della Cassa sulle proprietà dello Stato, sottolinea che "non si tratta di essere contro la chiesa o alle sue attività, ma solo di un contratto privo di valore e che va annullato". In realtà i fedeli "smentiscono con forza" questa ipotesi. Fonti della comunità protestante a Bishkek, dietro anonimato per motivi di sicurezza, riferiscono al sito di informazione Forum 18 che la causa intentata dalle autorità - finalizzata al sequestro dell'edificio (in precedenza un centro culturale) e dei terreni - può dipendere da due fattori: il fastidio malcelato per le attività della chiesa e per la diffusione della fede cristiana in molte zone del Kyrgyzstan; e ancora, motivi "economici" finalizzati allo "sfruttamento" di un bene di proprietà dei cristiani. L'edificio sorge infatti un "distretto di prestigio" della capitale, con prezzi di mercato milionari. "[Le autorità] vogliono cacciarci - aggiungono - perché hanno alle spalle potenziali compratori". Secondo alcune voci, la Cassa sulle proprietà dello Stato sarebbe intenzionata a requisire altre proprietà e beni appartenenti a comunità religiose per ragioni commerciali, anche se non si hanno al momento maggiori dettagli. Inoltre, da inizio anno i vari dipartimenti dello Stato hanno avviato una serie di ispezioni e controlli serrati ai danni di moschee e chiese sparse per Bishkek. La comunità cristiana protestante riferisce inoltre che, negli anni, ha effettuato ingenti investimenti per ristrutturare l'edificio, migliorare l'area circostante e curare il parco, "rispondendo appieno agli obblighi previsti" nel contratto di acquisto. Tuttavia, ora le autorità non vogliono riconoscere le migliorie apportate e sono disposte, al limite, a restituire "la somma versata 14 anni fa" al momento dell'acquisto. Inoltre, il luogo di culto è frequentato ogni fine settimana da almeno un migliaio di persone, che resterebbero prive di un luogo dove riunirsi e pregare. Il Kyrgyzstan ha una popolazione complessiva di poco inferiore ai cinque milioni di abitanti, il 34% dei quali vive nei centri urbani. In tema di religione, la grande maggioranza (70%) è musulmano sunnita, i cristiani ortodossi sono poco più del 5%; il restante 25% si divide tra atei e aderenti ad altre denominazioni religiose. 04/10/2014. KYRGYZSTAN. Authorities grab Protestant church in Bishkek, angering faithful who turn to the courts. According to the State Property Fund, the 1999 contract to buy the building and surrounding area broke the law. For the congregation, the real reason for the grab is financial, and displeasure with the growing Christian presence. On 18 April, an appeal trial will get underway to decide the building's fate. Bishkek (AsiaNews/F18) - Kyrgyz authorities have filed a lawsuit to seize a building used for worship and the land around it owned by the Church of Jesus Christ. The structure is located in an area in the capital of Bishkek that is undergoing rapid development with rising property values. On 24 January, Bishkek's Inter-District Economic Court cancelled the 1999 contract by which the Church of Jesus Christ bought the property, vaguely claiming that the contract was signed in violation of the law. Quickly Church leaders filed an appeal, and now the case goes before the Bishkek City Court on 18 April.
"It is not just the Church of Jesus Christ's property under investigation at the moment. Other religious and non-religious buildings are also under question," said Aysulu Orozbekova, who represented the State Property Fund in its suit before the court. Church members however strongly dispute her claim. Sources in the Bishkek Protestant community, anonymous for security reasons, told the Forum 18 news service that the lawsuit filed by the authorities - aimed at seizing the building (formerly a Culture House) and surrounding land - probably depends on two factors: their ill-concealed dislike for the Church's activities and the spread of the Christian faith in many areas of Kyrgyzstan; and a desire to profit financially from a "cheap" asset owned by Christians.
They point out that the building is in a "prestigious district" of the capital where market values now run in the millions of dollars. For them, the authorities "just want to take it away from us because, we think, they have potential buyers".
It is rumoured that the State Property Fund plans to seize property and other assets belonging to religious communities for commercial reasons, but little is known of such projects.
In addition, since the beginning of the year, various government departments have launched a series of inspections and tightened controls against mosques and churches in Bishkek.
In its case, the Protestant community said that over the years it made ​​considerable investments to repair the building, improving its surrounding area, taking care of its park, and thus "fulfilled our obligations on the contract".
By contrast, the authorities refuse to acknowledge the improvements made to the structure and are willing, at best, to return "just what it paid 14 years ago".
Moreover, since at least a thousand people come to the church every weekend, they would remain without a place to worship and pray.
Kyrgyzstan has a population of just under five million inhabitants, 34 per cent of whom live in cities and towns.
Most Kyrgyz (70 per cent) are Sunni Muslim. Orthodox Christians are just over 5 per cent. The remaining 25 per cent include atheists and members of other religious denominations. 2014/04/11 梵蒂冈
教宗:即使在21世纪,撒旦仍然诱惑人,因为不希望我们跟随基督
魔鬼诱惑有三个特点:「它生长、传染、自圆其说来证明自己。」「我们所有人被诱惑说是非!也许有些人不会,除非你是圣人,我也被诱惑八卦!这是每日的诱惑。」
梵蒂冈城(亚洲新闻)- ...

2014/04/11 斯里兰卡
一佛教徒青年说:基督的苦难改变了我的生命
by Melani Manel Perera
斯里兰卡青年察得拉纳(Chandrarathna),30岁,将在复活节后开始慕道。他观看了一套加尔瓦略山基督受难的话剧后认识耶稣,决定转信天主教。他对《亚洲新闻》说:「耶稣的一生是革命性的。」
2014/04/11 菲律宾
马尼拉主教座堂修葺后重开,塔格莱枢机:「它是所有圣堂之母」
因为受地震影响建筑结构,并有倒塌危险,圣母无染原罪主教座堂在2012年2月紧急关闭修葺,维修所花费的150万美元,从大企业至基层教友都有捐献。
2014/04/11 巴勒斯坦 - 以色列
以巴和谈阴影重重,仍带朦胧微光
联合国接受了巴勒斯坦申请附属于13条国际公约和国际机构。以色列为了报复,「冻结」移交巴勒斯坦的税收得益。但阿巴斯(Abbas)说,他准备继续谈判,美国国务院宣布,双方「官员」已经会面。
2014/04/11 中国
北京法院驳回法律学者许志永上诉,维持判囚四年
「新公民运动」创办人许志永,一直呼吁政府公开领导的个人资产。越来越多反腐败维权人士,结果被带上法庭受审。许在香港出版自传《堂堂正正做公民︰我的自由中国》。

2014/04/10 中国 - 以色列
河南开封犹太人200年来将会首次庆祝逾越节
在中国开封的犹太人,历史可以追溯到公元十世纪。在1810年,当地的最后一位辣比去世,自此,该团体一直不清楚他们祖先的信仰根源。近年,这些历史空隙逐渐缩小。目前,当地一青年在以色列留学后准备回国当辣比。
2014/04/10 梵蒂冈
教宗:「思想独裁」箝制「良心自由与神人关系」
近百年来,很多人思想独裁,「最终杀了很多人」。即使今天,「你必须用这方式思考,否则不够时尚、不够开放甚至更糟。」
2014/04/10 以色列 - 巴勒斯坦
基督徒要求复活庆节期间,耶路撒冷放宽保安方便朝圣者
在耶路撒冷,部分基督徒向以色列法院申诉,要求警方在复活节期间放宽封锁措施,以免威吓到想前往教堂的信众。警方答称,有需要设置路障和检查站,以确保秩序。
2014/04/10 印度
奥里萨总主教:选票「教基督徒担心,但我们相信民主」
by Nirmala Carvalho
激进的印度教徒,在2008年于这地区发动猛烈的反基督教的大屠杀,布巴内斯瓦尔总主教对《亚洲新闻》说:「我们希望新政府能以正义对待大屠杀的受害者」。今天,这区域进入了第3阶段大选,那是其中一个重要的步骤。
2014/04/10 中国
中国:三月份进出口再次下跌,令人担忧是经济衰退的迹象
中国连续第二个月呈现出口下降,与去年同期相比下降了6.6%。进口亦下降11.3 %。政府宣布为小型企业和铁路推出一个轻型的刺激经济计划。
2014/04/09 菲律宾
菲律宾教会:维护生命的抗争仍然持续
天主教主教和信徒们,对于最高法院的裁决国家的《生殖健康法》感到不满。该法赋有宪法地位,但有些规定却被废止。主教团主席:「会不能同意某些人的观点。我们可以携手为国家谋求利益。」
2014/04/09 梵蒂冈【更新版】
教宗:发出新的呼吁,「衷心希望叙利亚当局和国际社会」停止使用武器
教宗方济各在周三接见群众时指出「我的耶稣会兄弟」方济各‧范德卢格特神父(Frans van der Lugt)在霍姆斯被枪杀。以圣神七恩为主题的新周期的教理讲授开始。首先,智慧之神,不是「人的智慧」,而是「以天主的眼睛看世界、局势、问题、一切事物」。
2014/04/09 韩国
平壤逮捕涉及宗教活动者,上百人被盘问可能遣送集中营
去年底一次突袭后,金正恩政权打击曾外访的北韩人,他们曾接触不同宗教成员企图推翻政府。消息人士称,此举是要在人民中产生恐惧。
2014/04/09 中国
北京:再有两名反贪污活跃人士被审讯
主张中国官员公示资产的新公民运动,再有两名成员丁家喜和李蔚,被控「聚众扰乱公共场所秩序罪」。律师:他们是无辜的,但对政权领袖造成滋扰。
2014/04/09 巴基斯坦
首都伊斯兰堡:炸弹袭市场导致23死39伤
爆炸发生在清晨时份,炸弹放置于水果箱内。据目击者描述「血和肢体四处散落」,但行凶者和攻击目标未明,而政府与塔利班在和谈期间,脆弱的停火协议亦在明天届满。